Il territorio come concetto guida per amministrare oggi: il territorio come paradigma di un nuovo modo di “governare” il settore pubblico. Gli elementi di base per governare, programmare. gestire, verificare controllare il settore pubblico e le pubbliche amministrazioni sono due: gli abitanti di un territorio e il territorio come “luogo” fisico nel quale si muovono gli abitanti (operano, vivono, creano mercati, esercitano professioni, ecc.). Questi due elementi possono essere considerati in modo verticale (separati, non integrati) o in modo sistemico (tutte le parti che sono presenti in un territorio, le loro relazioni, le dinamiche, le attività, ecc.). Nel primo caso, l’amministrare gli abitanti ed il territorio si riduce a definire e gestire pratiche amministrative relative ai cittadini e al territorio medesimo (certificati, richieste di servizi, pratiche urbanistiche, ecc.); nel secondo caso, l’approccio sistemico richiede una burocrazia preparata ed attenta a gestire “assieme” abitanti e territorio e quindi a considerare le interrelazioni tra i due elementi, superando l’approccio burocratico (riduzione di tutto a pratiche, a moduli di richieste, ecc.). Il territorio così non viene considerato un sistema da tenere in sicurezza, un ambiente da tutelare e valorizzare, un insieme di produzione agro-alimentare che incide sul turismo oltre che sulla specifica economia produttiva.

Sul territorio (in ragione del primo approccio) si è sviluppata una ampia normativa che ha interessato in modo parcellizzato ora il territorio inteso come superficie da consumare, ora il territorio come “ambiente” o come “paesaggio” contribuendo anche alla nascita di una nuova cultura più moderna sul “territorio” medesimo. Ma si è sviluppata anche una legislazione (con regole tecniche di attuazione) che non ha considerato che lo stesso territorio deve essere “consumato” in modo ragionevole, deve essere messo in “sicurezza”, deve essere protetto (protezione civile), deve essere considerato nell’ambito di piani regolatori generali (aspetti sociali, giuridici, economici, ecc.: quale “visione” del territorio) e non solo da un punto di vista urbanistico, quindi un territorio in teso come sistema (dove la mancata messa in sicurezza genera criticità/emergenze fortissime e anche drammatiche, un sistema non sottoposto a previsioni e a prevenzioni, un sistema lasciato a se stesso; o meglio il non-sistema lasciato a se stesso;ecc.).

Di recente la nostra Costituzione ha affrontato il tema del territorio nell’art. 9 con un approccio innovativo al quale siamo “obbligati” ad attenerci. “La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica. Tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione.
Tutela l’ambiente, la biodiversità e gli ecosistemi, anche nell’interesse delle
future generazioni. La legge dello Stato disciplina i modi e le forme di tutela degli
animali”
. La semplice lettura di questo articolo ci indica (anche nella terminologia) le novità: paesaggio, ambiente, biodiversità, ecosistemi, future generazioni.

Amministrare oggi il territorio significa quindi:

a) utilizzare un nuovo approccio nella conoscenza, nel governo, nella gestione del territorio: approccio sistemico ed integrato

b) formare e gestire banche basi di dati digitali per la conoscenza, il governo, la gestione e gli interventi in situazione di criticità e di emergenza

c) i dati devono essere formati in modalità nativamente , aggiornati, implementati, diffusi, chiari, leggibili, di qualità; devono essere accessibili in rete e messi a disposizione di tutti me rispetto della vigente normativa sul trattamento e sulla protezione dei dati personali;

d) l’approccio sistemico deve quindi interessare tutti gli uffici che si occupano di territorio ( e non solo);

e) la protezione civile deve attuare “tutto” il codice della protezione civile ( art. 1 del Codice; “…..tutelare la vita, l’integrità fisica, i beni, gli insediamenti, gli animali e l’ambiente dai danni o dal pericolo di danni derivanti da eventi calamitosi di origine naturale o derivanti dall’attività dell’uomo”; Art. 2:”Sono attività di protezione civile quelle volte alla previsione, prevenzione e mitigazione dei rischi, alla gestione delle emergenze e al loro superamento”).

f) le politiche locali (delibere dei consigli comunali, della giunta, l’operato dei sindaci) devono considerare il territorio nella sua integrità e completezza e con un approccio sistemico alla sicurezza, tutela, valorizzazione del territorio;

g) formazione dei dirigenti e dei dipendenti delle pubbliche amministrazioni su questa nuova cultura del territorio, paesaggio, ambiente;

h) i cittadini devono concorrere e partecipare alla formazione di questa nuova cultura.

Amministrare oggi secondo il paradigma “territorio” significa strutturare una nuova burocrazia in linea con questo paradigma.

Il paradigma territorio oggi significa anche strutturare i servizi sanitari e sociali in ragione del territorio (la sanità territoriale).

Così il paradigma territorio richiede una nuova visione della protezione civile; della tutela e gestione delle acque; della creazione di risorse energetiche rinnovabili; di un turismo consapevole; di attività produttive locali oltre che nazionali nel rispetto del territorio. Il territorio (l’ambiente, il paesaggio, ecc.) non è “una pratica” amministrativa.

Riprenderemo queste analisi nei prossimi nostri interventi in questo spazio di comunicazione.

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